Musei provincia di Chieti - Tasting Abruzzo

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Musei provincia di Chieti

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CHIETI
Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo
Villa Comunale - Tel. 0871.331668
Il Museo è allestito all'interno di una villa in stile neoclassico, eretta nel 1830 per conto del barone Ferrante Frigerj dall'architetto napoletano Enrico Riccio. Inizialmente abitata dal barone a residenza di campagna, la villa fu acquistata nel 1862 dal Comune di Chieti e successivamente ceduta allo Stato. Il Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo fu inaugurato nel 1959 alla presenza dell'allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi; oggi, il Museo ospita la più significativa raccolta archeologica della regione e documentata la cultura dell'antico territorio abruzzese, dalla preistoria alla tarda età imperiale. Al piano terra del Museo è esposta una cospicua selezione di opere dell'epoca romana, provenienti per lo più da Alba Fucens, Foruli e altre aree archeologiche della regione. La raccolta di sculture ed epigrafi documenta la storia dei popoli italici, dalla lotta contro il dominio di Roma. Statue e ritratti raccontano spaccati di vita sociale nell'ambito pubblico, privato e funerario e guidano alla scoperta dei comportamenti, degli usi e costumi, delle situazioni economiche e sociali. Da segnalare il sepolcro a tempietto del magistrato Lusius Storax che aveva rivestito una carica pubblica nel municipio di Teate marrucinorum. Ancora al pianterreno è da visitare la collezione Pansa, formatasi nell'Ottocento ad opera di un insigne studioso sulmonese, Giovanni Pansa, che comprende oggetti della vita quotidiana dalla Preistoria al tardo Rinascimento. Ai lati della scalinata a forbice che conduce al primo piano, trovano posto il lapidario romano con epigrafi di carattere onorario e funerario. Le vetrine del piano superiore, articolato in tre sale dedicate ad altrettanti ambiti territoriali, ospitano i culti funerari preromani, corredi tombali provenienti dalle maggiori necropoli abruzzesi, che appartengono ad un arco temporale che va dal X sec. a.C. fino alla conquista romana dell'Italia Centrale avvenuta intorno al IV sec. a.C.. Partcolarmente interessanti i pendagli in pasta di vetro di tipo unico, provenienti da una tomba femminile scoperta a Penna Sant'Andrea (TE) e i corredi delle tombe di Loreto Aprutino, Nocciano e Campovalano. Grande testimonianza della civlità italica ed emblema dell'Abruzzo archeologico preromano resta il Guerriero Capestrano, in realtà una stele della tomba del re Nevio Pompuleio, risalente alla seconda metà del VI sec. a.C. e scoperta del 1934.

CHIETI
Museo d'Arte Costantino Barbella
Palazzo Martinetti - Bianchi
Via de Lollis, 10 - Tel. 0871.330873

Costantino barbella (Chieti 1852-Roma 1925) fu avviato e sostenuto dal pittore Francesco paolo Michetti allo studio della scultura. Frequentò l'Istituto Reale di Belle Arti di Napoli e si strinse d'amicizia con i personaggi illustri del cenacolo frncavillese; fu stimato da D'Annunzio che dedicò alle sue opere pagine entusiaste di recensione e presentazione; di lui diceva: "... ai tocchi fini della stecca e del pollice le forme femminee balzavano fuori con una viva freschezza di gioventù, con una movenza balda di vita." Le sue composizioni, che rimandano a fresche ed immediate scene contadine regionali, sono presenti Musei e raccolte di tutto il mondo. Il Museo a lui dedicato nacque, nella seconda metà dell'800, grazie alla dedizione di uomini illustri della città che raccolsero materiale proveniente da chiese e conventi ma anche dalla produzione di artisti locali. Oggi la raccolta comprende pregevoli tele del Settecento napoletano e veneto con opere degli artisti abruzzesi più famosi e una sezione di arte contemporanea che ospita opere di amestri di fama nazionale ed internazionale.

CHIETI
Museo La Civitella
Via Pianell - Tel. 0871.63137
Il Museo si inserisce nel complesso archeologico che include l'anfiteatro romano della cittò di Chieti, scoperto nel 1982, all'interno dello storico campo sportivo cittadino, un tempo piazza d'armi. L'articolato complesso museale, dell'architettura discreta e ben introdotta nell'ambiente urbano che annette gli originali edifici restaurati ed un Parco archeologico, espone la storia di quel sito, l'antica acropoli e della città di Teate Marrucinorum, di cui faceva parte.
Tre le sezioni del percorso scientifico del Museo: L'inizio della storia urbana, che espone i materiali relativi alla fase repubblicana (III - II sec. a.C.), ed in particolare i reperti dei due poli religiosi della città. Il settore Da Roma a Ieri è organizzato per aree monumentali: il Foro, il Teatro, le Terme, le Necropoli. La terra dei Marruccino accoglie i siti archeologici relativi al popolo dei Marruccini che occupava una stretta fascia territoriale tra la Maiella e il mare.


FRANCAVILLA
MuMi - Museo Michetti
Piazza San Domenico, 1
Tel. 085.4911161
Ideato nel 1989, il Progetto Michetti mirava alla costruzione di un museo dedicato al pittore vincitore nel 1985 della prima Biennale di venezia ed ispiratore, proprio a Francavilla al Mare, di un cenacolo di artisti ed intellettuali che segnarono profondamente l'identità culturale dell'Abruzzo del primo Novecento.
Il progetto riguardava il restauro e l'ampliamento del Convento dei Padri Domenicani, una struttura risalente al XIII sec. e già sede del palazzo comunale dalla fine dell'Ottocento per la realizzazione del museo intitolato a Francesco Paolo Michetti.
Oggi lo spazio architettonico del MUMI comprende quasi 5.000 mq. di superficie coperta e 2.000 mq. di superficie espositiva, articolati in due nuclei diversi e collegati fra loro. Nel Convento di San Domenico si trovano la galleria che ospita le esposizioni temporanee, gli uffici, il nucleo informatico e i diversi servizi del museo (biglietteria, bar, sala conferenza, bookshop). Nel corpo di ampliamento ricavato sotto Piazza della Rinascita ed accessibile direttamente dal chiostro del convento, c'è la sala dedicata alle due grandi tele: "La Processione delle Serpi" e "Gli Storpi" e alla collezione delle opere di Michetti e degli altri artisti del cenacolo michettiano.

ORTONA
Istituto Nazionale Tostiano
Corso matteotti - Palazzo Corvo - Tel. 085.9066310
Francesco Paolo Tosti (Ortona 1846- Roma 1916) fu "musicista europeo, perfettamente a suo agio negli ambienti dell'aristicrazia e della mondanità internazionale, protagonista della vita musicale italiana e inglese tra gli ultimi due secoli". Amico di Puccini e di Mascagni, docente al Royal College of Music e alla Royal Accademy of Music di Londra, nel 1908 fu fatto baronetto da Edoardo VII. La Regina Vittoria nei suoi diari annotava: "... le sue canzoni sono incantevoli ed egli ha un modo veramente appasionante di cantarle". Nel rinascimentale Palazzo Corvo di Ortona ha sede l?istituto Nazionale Tostiano, nato nel 1983 ed intitolato all'illustre musicista. L'istituzione, unica nella regione, si occupa statuariamente della vita e delle opere non solo del compositore ma anche di altri musicisti abruzzesi e più in generale di tutti i settori della cultura musicale. Tale impegno musicologico viene svolto attraverso il collegamento con istituzioni di cultura, editoria ed organizzazione musicale di rilevanza internazionale, con un'intensa attività editoriale e discografica, con l'attivazione di corsi di perfezionamento e l'organizzazione di mostre, seminari e convegni.
Complemento e supporto alle attività dell'Istituto sono la Biblioteca Musicale Abruzzese e il Museo Musicale d'Abruzzo Archivio "F.P. Tosti". La biblioteca, creata nel 1996, conserva periodici, monografie, partiture stampate e manoscritte e documenti sonori concernenti ogni genere, forma e stile musicale. L'Archivio, inaugurato nel 1994, conserva un notevole patrimonio documentario di interesse musicale.


VASTO
Museo Civico
Piazza Lucio Valerio Prudente - Tel. Municipio 0873.367773
Inaugurato nel 1849 all'interno del suggestivo Palazzo d'Avalos, il Museo si articola in due sezioni: quella archeologica e quella dedicata alla scultura. Dai reperti conservativi emergono l'immagine di una città ricca e afermata politicamente soprattutto nella prima età imperiale ma anche i fasti di uno splendore antecedente, come testimoniano dalle necropoli sannite. La sezione archeologica, arricchita dal lascito Monteferrante-Ricci, conserva sezioni di architravi, cornici in pietra scolpita, capitelli, vasi marmorei ma anche armi, ornamenti personali, ceramiche e statuine bronzee, tutte ritraenti la figura di Ercole.
Nella sezione dedicata alla scultura si trovano teste di Afrodite, Zeus, Eros, statue e teste di putti, una testa colossale femminile, probabilmente appartenente ad una statua onoraria o di culto e un Satirello con otre tipicamente ellenistico.
Il Museo comprende anche uno spazio moderno-contemporaneo dedicato all'ottocento pittorico in cui sono esposte circa cento tele appartenenti alla dinastia dei Palizzi e opere di Michetti, Santoro e Signorini.


CRECCHIO
Museo dell'Abruzzo Bizantino ed Alto Medievale
Castello Ducale - Tel. 0871.941392
Sede del Museo è il Castello Ducale, edificio fortificato medioevale costruito nel 1200 intorno alla Torre di avvistamento normanna. La struttura fu poi ampliata nei secoli successivi e trasformata in residenza signorile attorno alla seconda metà del secolo XVIII. Bobardata durante l'ultima guerra, l'attuale costruzione è frutto dell'accurato restauro avvenuto negli anni '70. Fu proprietà del Brancaccio, dei Principi d'Ambrosio, dei Marzano e infine dei De Riseis d'Aragona. Durante la fuga dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 vi sostarono il Re, la Regina, il Maresciallo Badoglio e tutto lo Stato Maggiore. nel museo sono esposti oggetti provenienti dalla villa romano-bizantina di Vassarella-Crecchio, rinvenuti durante i campi condotti dall'Archeoclub di Crecchio in stretta collaborazione con la Sopraintendenza Archeologica dell'Abruzzo dal 1988 al 1991, oltre che preziosi oggetti ostrogoti e longobardi e altri reperti provenienti tutti dal territorio della regione e volti a ricostruire la vita dei Bizantini in Abruzzo, la guerra contro i Goti, le vicende della costa abruzzese alla fine del VI e inizio del VII secolo. Simbolo della cultura artistica tardoantica è la ceramica decorata denominata oggi tipo Crecchio: ceramica prodotta in loco, dipinta a bande con decorazione geometrica e floreale varia, dovizioso cromatismo ed eccellente effetto decorativo.

GUARDIAGRELE
Museo del Duomo
Chiesa di Santa Maria Maggiore
Tel. 0871.82117/83144
Inaugurato del 1989, il Museo è di proprietà della Parrocchia. Al suo interno sono esposti frammenti scultorei decorativi, in bassorilievo del XV secolo, teste di santi in terracotta dipinte a smalto. Numerose anche le opere di arte orafa, tra cui un calice del Seicento, un incensiere del Quattrocento e la Croce processionale in argento cesellato del 1431, opera di Nicola da Guardiagrele, uno dei più grandi artisti-oarfi del suo tempo.

BOMBA
Museo Etnografico
Via Roma - Tel.0872.860128
La constatazione della rapida trasformazione dei modi di produzione, del linguaggio, delle abitudini di vita negli anni Ottanta, fa nascere nei Bombesi l'esigenza di raccogliere il materiale rappresentativo delle attività e dei costumi locali. La sensazione di allontanamento progressivo dalle origini e di perdita delle proprie radici ha motivato la raccolta degli oggetti utilizzati nel passato, sia nel lavoro che nella vita in casa, per costruire una barriera che arginasse la perdita della memoria storica. Il Museo Etnografico di Bomba viene così costituito nel 1990 dagli iscritti all'Associazione Italia Nostra; dal 1994 è gestito dall'AMUSET, Associazione Museo Etnografico.
Gli oggetti esposti sono distribuiti in sei ambienti: rimessa per attrezzi da lavoro, cantina, stanza del telaio, cucina, camera da letto, angoli dei mestieri e della scuola. Guide d'eccezione per i visitatori le persone anziane che utilizzarono quegli oggetti nella loro vita quotidiana.

CASALCONTRADA
Centro di Documentazione Permanente sulle Case di Terra Cruda
Piazza de Lollis - Tel.0871.370278
Il notevole frazionamento dell'unità poderale classica avvenuto nella prima metà dell'Ottocento, moltiplicò l'esigenza di costruire nuove case coloniche al minor costo possibile. Fu allora che nelle province di Chieti e Teramo comparvero le case di terra cruda, abitazioni edificate con impasto di terra cruda e paglia, già presenti all'epoca dei Romani e diffuse in tutto il mondo. Un'indagine ISTAT del 1934 attesta intorno al 20% la percentuale di queste costruzioni sul totale del patrimonio edilizio abruzzese, ma la massiccia urbanizzazione e i processi di deruralizzazione che caratterizzarono gli anni '50 e '60 portarono ad un progressivo abbandono delle case in terra cruda. Il Centro di Documentazione intende valorizzare a fini culturali e turistici queste costruzioni ormai sporadiche nella campagna abruzzese, per preservare la memoria storica del mondo contadino che esse testimoniano.

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